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Corri! Corri! Bambino che più non sono, corri! Fuggi e torna nel deserto
incantato e inconnu. Torna da me che ti portai in grembo, torna torna vicino
a me. Insieme io e te godremo della semplicità della vita.
Fuggi! fuggi! Bambino che non sono più, fuggi! Via vai ad affrontare il
mondo a bordo della tua barchetta di zucchero e miele.
EMOZIONI DI UN CANE
Le strade sono deserte. Opaco è il cielo e coperto di nuvole grigie.
Un attimo e vedo una figura angelica che mi degna di un sorriso, una voce.Mi giro e vedo il mio compagno e protettore, e vedo lui che è già preso da quell’apparizione, quanto me.Sento ogni fibra vibrare entro me e mi fiondo col cuore sussultante verso
quella beata visione.
Ed è lei che mi accarezza e mi trasmette dolci vibrazioni che mi fanno
dimenticare il gelido freddo che tutto attanaglia.
Ci guardiamo negli occhi.
E’ AMORE immediato fulmineo splendido. Lo distribuisce tra di noi con grande
affettuosità.
Ma la fame non si placa. Sono giorni, mesi, anni che non mangio.
Sembra che non ho mai mangiato. Accanto a lei vorrei ora stendermi e morir
di fame felicemente correre verso il vuoto e la dissoluzione.Ad un tratto
lei con mia massima gioia e stupore massimo rovescia il contenuto d’una
busta sopra l’asfalto bruciante dal freddo. E’ carne. Vi è della salsiccia e
della carne tritata in un rosso sugo.
Il mio premuroso compagno mangia solo un po’ e mi lascia mangiare; quanto è
caro e premuroso. Lo avevo incontrato sulla linea bianca di una nera
autostrada.
E’ come un padre ed io non saprei come vivere senza di lui.
Senza di lui sarei già morto da tempo ormai. Ma l’Amore che ci lega è
qualcosa d’indescrivibile.
Mi fiondo a capofitto sul cibo e lui salta allegramente sul corpo della
nostra salvatrice e festeggia quella benedizione. Torno ad immergere la
bocca in quel nettare divino, unico sostentamento del corpo.
Quando...con la coda dell’occhio la vedo salire sulla moto e andarsene.
Il mio compagno si getta davanti ma lei non può fermarsi, deve andare a dare
il suo bene, immenso bene altrove.
Le corro invano dietro istintivamente. Senza speranza tento di
raggiungerla ma lei fissandomi negli occhi se ne va e tristemente scompare.
Come può essere andata?
Lei che con gli occhi muti dell’amore mi aveva promesso eterna felicità?
Non basta la normale crudeltà del mondoil mondo è crudele ed incantatore.
Mi ha illuso ma poi tutto è svanito.E le strade sono deserte. Opaco è il
cielo e coperto di nuvole grigie.Un urlo odo ed è la Terra che grida per
tutto il dolore che ha provocato nella sua lungaarcaica storia.
Urla disperata e piange la Terra che vorrebbe chiudersi e implodere e
nascondere soffocare annientare abolire il dolore
da se stessa generato. Ma è impossibile a lei questo.Lei deve solo ruotare sopportare e farsi carico delle sue disgrazie.
Dovrà capire che il dolore le è necessario. Dovrà capirlo perché non c’è
nient’altro da fare.Ma giammai saprà perché, perché, perché! Perché non può
non esistere il dolore?
02/04 |