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‘A STELLA CCHIU’ LUCENTE
Il programma include brani popolari legati alla
natività. Tutti i brani sono eseguiti con strumenti acustici
tradizionali, fra gli altri il liuto, mandoloncello, chitarra battente,
tammorra. Il concerto è quindi anche una occasione per riscoprire i
brani piú amati dal pubblico in una esecuzione che rispetta in pieno la
cultura musicale della nostra terra. Un buon numero di brani eseguiti
sono tratti dalla tradizionale Cantata dei Pastori e alcuni di
loro saranno introdotti da brevi letture che aiuteranno l'ascoltatore a
gustare meglio l'atmosfera magica della Notte Santa".
Il concerto può essere eseguito in luoghi diversi,
ma sarebbe preferibile in Chiese, Cattedrali o Basiliche e si avvale
della collaborazione di danzatori che arricchiscono il repertorio.
Alcuni brani natalizi proposti
Quanno nascette ninno- Nascette lu Messia - Rosa d’argento rosa d’amore
- La legenda del lupino- La santa allegrezza.
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Terre 'e sole ...Terre 'e mare
Nel concerto l'ensemble
presenta un tipo di musica in cui il rapporto con il proprio strumento e
con la propria voce è esclusivamente acustico, senza nessuna mediazione
elettronica, nel tentativo di ricreare l'incanto e la bellezza dei suoni
naturali.
Tra gli altri, saranno proposti - Vulesse addiventare -Canto dei
Sanfedisti - Pizzica minore –Tammurriata - Vurria lu munno - 5 Modus -
Antidotum Tarantolae…
Lo spettacolo prevede anche l’esecuzione del ballo n'copp 'o tammurro
(tammurriata) presentato da danzatori che hanno appreso sul campo
questo antico ballo.
La tammurriata, detta anche ballo e canto n'copp 'o tammurro, è un
momento di espressione collettiva del popolo contadino in cui il canto,
la musica e la danza sono interdipendenti e ricchi di significato.
Strumenti principali della tammurriata sono la tammorra, grosso tamburo
a cornice con la membrana di pelle di animale essiccata, e le
castagnette suonate di danzatori. La tammurriata è ancora oggi eseguita
in molti paesi della Campania durante le feste popolari che si svolgono
soprattutto nei mesi in cui la natura si risveglia e si sente il
bisogno, nella tradizione contadina, di riti propiziatori allo scopo di
avere una buona raccolta. Queste feste stagionali sono molto antiche, ed
erano dedicate, nella Magna Grecia, a Demetra, dea del grano e dei
raccolti. |
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Dalla
tradizione popolare alla classica napoletana
Il
concerto propone un repertorio di brani che offre al pubblico una
panoramica completa sul “cantare partenopeo” partenanto
tradizionale tramandato per via orale fino ad arrivare a quella che oggi
viene definita la “canzone classica napoletana”. Quello individuato come
periodo "d'oro" della canzone napoletana (1880-1930) è la sublimazione
delle modalità adottate da un popolo insediato intorno al Vesuvio che ha
assorbito la cultura dei vari dominatori che si sono succeduti nel
tempo. I motivi dei canti di lavoro, di lotta, di festa nati
spontaneamente nelle campagne sono stati ripresi da poeti e musicisti
colti come Tosti, Di Giacomo, E.A. Mario, Bovio ed altri che hanno
lasciato nella storia indimenticabili brani ancora oggi eseguiti in
tutto il mondo.
Alcuni dei brani proposti:
Jesce sole, Tarantella alla Montemaranese, Tammurriata Canto dei
Sanfedisti, Brigante se more, Villanella “Vurria addeventare”,
Michelemma’, Marechiaro, Fenesta vascia, ‘A vucchella, Serenata e
Polecenella, Funiculì funicolà, Antidotum tarantulae ,Tarantella del
600, Reginella, Era de maggio.
Saranno usati strumenti acustici e sarà mostrato l’antico ballo della
tammurriata |
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Concerto didattico di
Musica Popolare
Programma
- Esposizione storica e strutturale dei brani
- Illustrazione pratica degli strumenti
- Esecuzione strumentale e vocale dei brani
- Esecuzione del ballo della Tammurriata
- Stimolo alla discussione dei temi
proposti
Lo spettacolo di musica popolare dal titolo Terre
‘e sole...Terre ‘e mare è strutturato come un vero e proprio percorso
didattico, in forma di concerto, attraverso le musiche, i canti e la
storia delle tradizioni popolari della Campania e dell’Italia Meridionale.
L'esecuzione di tammurriate, pizziche, tarantelle e villanelle, viene
accompagnata di volta in volta da una dettagliata spiegazione del
significato storico e culturale delle musiche, dei testi, degli strumenti
usati e dalla descrizione del contesto sociale in cui sono nati,
permettendo così il recupero consapevole di quelle che sono le radici del
della nostra cultura.
Ad attuare questo percorso didattico in forma di concerto ci sono cinque
musicisti che utilizzeranno solo strumenti acustici senza alcuna
mediazione elettronica.
Essi spiegheranno ed eseguiranno i brani in repertorio, mettendo in
evidenza la storia delle tradizioni dei popoli cui tali musiche e canti
appartengono.
Il concerto didattico è idoneo ad essere rappresentato in acustico
all'interno di teatri, auditorium, sale da concerto o spazi dall'acustica
adeguata. |
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PALCO |
Minimo 6 (fronte palco) x 8 |
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Luci |
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Mixer |
Minimo 16
canali |
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6
bilanciatori di segnale |
d.i. - chitarre e plettri |
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1 microfono |
voce femminile |
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2 microfoni |
voce maschile |
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1 microfono
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violino |
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2 microfoni |
percussioni |
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6 monitor
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5 sedie
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senza braccioli |
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