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R u b r i c h e

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Pulcinella:
il mito e la storia |
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Pulcinella erede di Maccus, il personaggio buffo delle Atellane, la
cui statua fu rinvenuta a Roma nel 1727. Essa indossa una casacca bianca e
una maschera nera con il naso adunco, da tale ritrovamento Pulcinella fu
considerato l'erede e il continuatore del teatro delle atellane.
Pulcinella, piccolo pulcino, <fatto nascere per opera di due fattucchiere e
di Pluto, re dell’inferno, per sanare una situazione di nozze contrastata.
Pulcinella nascerà dall’uovo e madre Terra lo assisterà con due diavoli che
portano l’occorrente per fasciarlo > |
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<Polecenella Cetrulo lo
bello de la Cerra>, nato nel XVII secolo ad Acerra,
personaggio ‘non cittadino’ che ha acquisito su di sé tutti i
simboli e i significati del mondo popolare e contadino ed ha portato su
tutte le scene dei teatri Italiani ‘un ricco repertorio di movimenti, gesti,
acrobazie, danze tipiche del codice gestuale partenopeo’. La scopa, i lcorno, i campanacci hanno sempre accompagnato la maschera sulle scene del teatro e
del carnevale e la cui funzione è 'propiziatoria e di antidoto contro il
malocchio e la iettatura' |
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Pulcinella porta il
volto coperto da
una maschera che copre la fronte, il naso e le guance, lasciando liberi il
viso dalla bocca in giù e tutta la parte rimanente della testa denominata"
mezza maschera" e, con riferimento al materiale di cui era fatta, "mezza
suola”; era detta anche lupo, dal francese loup. Il 'lupo' pulcinellesco ha
un enorme naso ricurvo, un viso disseminato di rughe e nei e gli occhi sono
piccolissimi Queste caratteristiche lo rendono molto simile ad un pullus
gallinaceus (gallinaccio).
La parte del viso di
Pulcinella non coperta dalla mezza maschera è bianca. Questo colore, in
forte contrasto con la nera lucentezza del volto coperto col "lupo" rigido e
immobile, metteva in risalto l’estrema mobilità della bocca e del mento.
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Patrizia Taccogna ha voluto dedicare una parte della
sua
produzione in argilla
al mito e alla storia della Maschera di Pulcinella.
Le opere realizzate vogliono essere un ideale
percorso, per immagini, delle molteplici origini attribuite all’antica
maschera e del sistema di simboli e significati di cui essa è impregnata.
Pulcinella è anche raffigurato con una serie di
strumenti musicali della tradizione meridionale e napoletana: il putipù, i
triccaballacche, le castagnelle, il colascione, la tammorra, il tamburello,
strumenti antichissimi usati sulle scene teatrali e nei carnevali dal
Cetrulo sin dai primi del seicento. Non può mancare, fra le varie figure,
quella di Pulcinella e il cibo. Sempre vario ed abbondante, il cibo
rappresenta il suo pensiero dominante così come incombe su di lui sempre la
paura di ' rimaner digiuno'. Il 'viaggio immaginario' nella storia della
maschera partenopea continua con il susseguirsi di figure che mostrano
Pulcinella nei suoi più tipici atteggiamenti. Lo vediamo con entrambi le
mani sul coppolone che si difende dalle botte o col braccio teso e il
pollice e l'indice chiusi a cerchio in segno di minaccia; in atteggiamento
pensieroso o nell'atto di origliare; con la mano chiusa a 'coppo' che chiede
"Ma che vuoi?" assillato da domande non gradite; mentre si esibisce in
acrobatiche 'cascate' molto apprezzate dal pubblico della Commedia
dell'Arte; ed in fine a cavallo della Vecchia del Carnevale che balla e
suona le castagnette.
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I testi e le immagini sono tratte
dal libro: Pulcinella: il mito la storia. - D.Scafoglio -L.M..Lombardi
Satriani- 1990 Leonardo Editore s.r.l., Milano. |
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